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A 50 anni dalle Olimpiadi di Roma

24 Agosto 2010

L’immagine che mi è più rimasta impressa delle olimpiadi romane del 1960 (non avevo neanche dieci anni) è quella di Livio Berruti che vince i 200 metri e uguaglia il record del mondo. Di certo non sono il solo, perché furono immagini e emozioni indimenticabili.

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Benedetti italiani

19 Maggio 2010

di Gianfranco Franchi e Curzio Malaparte

“L’italiano non ha paura / della legge di natura / e talvolta, anzi, corregge / la natura della legge” (“Benedetti italiani”, p. 153): dimenticate l’orgoglio patriottico localissimo dei “Maledetti toscani”, dimenticate quanta ostilità e quanto sarcasmo si nascondeva in quelle righe nei confronti di tutti quei cittadini che non fossero toscani; dimenticatelo, ché Malaparte ha giocato un’altra volta al gioco del contradditorio, all’amplificazione parossistica della doppiezza, al gusto di avere stile nell’essere prima guelfo e poi ghibelllino. Non sappiamo quanto in fondo volesse andare: il libro è stato assemblato quattro anni dopo la morte dell’artista, nel 1961, e manca quindi di supervisione autoriale (integrazioni, omissioni, modifiche: chissà cosa ci siamo persi). Tuttavia, pure incompiuto e forgiato a posteriori com’è, “Benedetti italiani” riesce nell’impresa di intrattenere, divertire e stuzzicare, quasi fosse un’opera finita e rifinita più volte nel tempo. Questo è un talento.

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Il padre, la madre, la letteratura e la morte

06 Febbraio 2010

I personaggi della letteratura “contengono l’intera esperienza del mondo e del cuore umano”, ha detto il grande scrittore tedesco Siegfried Lenz ricevendo il premio Nonino, pochi giorni fa. Ma, ha aggiunto, “diventano veri solo nel momento in cui il loro destino coincide con il mio dolore e con la mia nostalgia, con la mia esperienza personale e con le mie cognizioni”. E’ una verità non così ovvia come sembra, e che risulta tanto più ineluttabile di fronte a una dei maggiori drammi della vita: la perdita dei genitori.

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Mio figlio ereditiere

19 Novembre 2009

L’ultimo motivo per cui – primiparo tardivo - ho deciso di fare un figlio, è stato a chi lasciare l’eredità, la roba. Oggi, che ha quasi tre anni, so per certo che un motivo sufficiente e abbondante è il suo sorriso, tale e quale a quello della sua luminosa mamma. L’elenco dei doni che ricevo da lui sarebbe sdilinquito e forse patetico, per cui ne cito solo un altro: è lo sguardo, identico al mio, che riconosco nei suoi occhi, identici ai miei.

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La notte che presi a picconate il Muro

09 Novembre 2009

A differenza di Marcello Veneziani, che come scriveva ieri su queste pagine non ne può più di sentir parlare dei mattoni e del cemento armato del Muro di Berlino, io vi parlerò proprio di quei mattoni e di quel cemento. Perché prenderli a picconate fu una grande festa, una gioia che anche Marcello ricorderebbe con emozione, se ci fosse stato.

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Prima recensione a “Follia? Vita di Vincent van Gogh”

08 Novembre 2009

di Gianfranco Franchi

Il van Gogh di Guerri non è soltanto “padre della pittura moderna”, protagonista dell’esplosione della forma e del colore, proto-espressionista e proto-astrattista; è un intellettuale consapevole, un cittadino ferito da una sensibilità eccessiva e un uomo di eccezionale spiritualità, attenuata appena dalle negative esperienze vissute in seminario e come evangelista, tra i minatori. Un artista che non fu affatto “il cantore della bellezza della natura”; piuttosto, scoprì “che la natura ha un’anima, e che quest’anima può essere invidiosa, meschina, cattiva, noiosa, come tutte le anime. Senz’altro è un’anima brutale, perché prima di tutto esiste e vuole esistere. Vive per vivere” (p. 33).

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“Follia? Vita di Vincent van Gogh”, di Giordano Bruno Guerri (Bompiani)

03 Novembre 2009

Da più di un secolo psicanalisti e psichiatri si esercitano su quello che per loro è un magnifico caso clinico. Si sono addirittura divisi in due scuole: i francesi dicono che van Gogh era epilettico e i tedeschi che era schizofrenico. Poi ci sono centinaia di altri, più o meno studiosi, spesso semplicemente fantasiosi, che hanno avanzato una quantità incredibile di ipotesi sofisticate. Ne elenco alcune:

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L’Oriente e la sessualità

09 Agosto 2009

Se è vero che i costumi sessuali influenzano le società, è ancora più vero che le società – cultura, stili di vita, economia ecc.– influenzano i costumi sessuali. Harem, geishe, kamasutra sono nati in Oriente, insieme a quasi tutto ciò che consideriamo un erotismo raffinato e voluttuoso. In Occidente, particolarmente in Europa, niente del genere.

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