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sabato mattina a pescara

28 Febbraio 2008

alle 10,30, al centro multimedia, mio incontro-dibattito su d’annunzio con il centro studi dannunziani e con gli alunni dei licei di pescara.

chiacchierata sulle elezioni

28 Febbraio 2008

domenica mattina, alle 9,25, su la7, mia chiacchierata con alain elkann sulle elezioni.

è giunta l’ora delle macchine parlanti

28 Febbraio 2008

Quando le macchine parleranno come noi

(6000 battute) di Giordano Bruno Guerri

 

Per adesso succede soltanto nei film di fantascienza, e sembra un ipotesi  appunto fantascientifica: gente dei pianeti più lontani che si parla e si capisce come avesse un’unica lingua universale. Invece è una possibilità concreta, e nient’affatto lontana, almeno nella babele di lingue di noi terrestri. Un giorno, attraverso una macchinetta, sarà possibile telefonare o parlare in italiano a un russo, un cinese, un inglese ecc., e quello ci capirà in russo, cinese, inglese. E viceversa.

(continua…)

mi chiedono: perché non ti candidi?

26 Febbraio 2008

risposta: perché sono candido.

(a meno che qualcuno mi suggerisca una risposta migliore.)

il coronamento di cinque anni di lavoro (presto, un mio intervento)

26 Febbraio 2008

Langtech2008: la Fub organizza a Roma incontro scientifico internazionale, per parlare di tecnologia della lingua

LangTech

Langtech2008” è il tema dell’incontro scientifico internazionale sul tema della tecnologia della lingua promosso a Roma il 28 e 29 febbraio 2008 dalla Fondazione Ugo Bordoni , in collaborazione con l’Istituto di Linguistica computazionale del CNR di Pisa e il Ministero della Comunicazione.

Alla manifestazione, che si svolgerà nella Sala dello Stenditoio del Complesso di San Michele a Ripa, saranno presenti esperti di IBM, Microsoft, Google, Loquendo e NEC. Parteciperà, inoltre, il Direttore Generale per la traduzione dell’Unione Europea, Mr Lonnroth.

 

(continua…)

vincent van gogh

25 Febbraio 2008

dal oggi, alle 20, dal lunedì al venerdì per un mese, parlo di vincent van gogh su radio2.

manifesto per un’ecologia libera

25 Febbraio 2008


Manifesto per un’ecologia libera

Dopo oltre vent’anni, la politica ambientalista in Italia ha mostrato tutti i suoi possibili limiti.

Ha dimostrato - nelle azioni di chi la guidava e a scapito della buona fede dei tanti italiani che hanno pensato negli anni di dedicare la loro passione politica e il loro impegno civile alla difesa della natura - di non comprendere innanzitutto le ragioni di chi, dell’ambiente, è l’attore principale, ossia quelle donne e quegli uomini (agricoltori, allevatori, pescatori, cacciatori) che nella natura vivono e che dalla natura traggono sostentamento per loro stessi e per l’intera comunità nazionale.

(continua…)

Intervista principe scomparso

18 Febbraio 2008

Inizio questa intervista a Giordano Bruno Guerri in occasione dell’uscita di D’Annunzio. L’amante guerriero (Le Scie, Mondadori, 19 febbraio 2008), citando le ultime righe della conclusione (che varrebbe tutto il libro, se questo non fosse l’alta opera di ingegno che è): “Se l’Italia prese di [d'Annunzio] la componente deteriore, e se ancora oggi gli italiani riescono a vedere solo quella, si tratta di un limite dell’Italia e degli italiani non di d’Annunzio”.
Pur impaziente di parlare d’amore, non posso non chiedere: Perché l’Italia ha avuto - ha ancora? - bisogno di rinnegare d’Annunzio per salvare se stessa?

Per miopia, storica e culturale. Storica, in quanto - nell’ossessione dell’antifascismo dominante - d’Annunzio viene visto soprattutto come il “Giovanni Battista del fascismo”: è vero, fu inconsapelvolmente anche questo, creando riti e miti, gesti e slogan che il regime avrebbe poi fatto propri; pur di accusarlo di questo, si preferisce ignorare che d’Annunzio fu anzitutto un libertario, il cantore della libertà dell’individuo da schemi e norme comunemente accettati. Il vero d’Annunzio è quello di Fiume, precursore delle costituzioni più moderne del Novecento e della “fantasia al potere” che sarebbe stata invocata - invano - mezzo secolo dopo.
Culturale, in quanto si tende a giudicare il dannunzianesimo con gli occhi di oggi, come un eccesso colpevole. Ma senza quell’eccesso sarebbe stato impossibile smuovere la borghesia di fine Ottocento dal conservatorismo più trito, dal moralismo beghino, dal conformismo piatto e senza speranze. Il dannunzianesimo, con la sua capacità di far sognare, fu un manifesto del diritto dell’individuo a essere felice essendo se stesso.

(continua…)

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