Più tagli per la scuola
Protestare, quando si è studenti, è bello, opportuno e persino doveroso. Bello: perché cosa c’è di più allegro che scendere in piazza – festanti e colorati – per contestare il potente di turno, ministro o governo che sia, di qualsivoglia colore? Opportuno e persino doveroso: perché per un giovane è un esercizio alla vita civile, sociale e politica, un modo di far sentire le proprie opinioni anche nell’età in cui non si può votare, scrivere sui giornali ecc. E se i ragazzi talora esagerano nel fare più casino del necessario, ebbene pazienza, non a caso sono ragazzi.
Inserito da Giordano Bruno Guerri |
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