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Le belle trasgressioni

24 Dicembre 2009

La notizia non è un bel congedo per la vacanze nataline di milioni di studenti. Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, ha dichiarato guerra agli scolari “fannulloni”. Da gennaio, in via sperimentale, i genitori riceveranno un sms con la comunicazione che – quel giorno – il loro pupone non si è presentato in classe. Il ministro si augura che entro il 2010 il sistema venga adottato in tutte le scuole.

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L’Archivio fiumano del Vittoriale

14 Dicembre 2009

di Giuseppina Caldera

Le carte degli archivi dannunziani conservati al Vittoriale fanno parte della storia letteraria, politica e di costume dell’Italia del ’900. Una quantità smisurata di documenti che d’Annunzio volle custoditi nelle colonne degli Archivi, costruite appositamente nel complesso del Vittoriale.

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I due pezzi di merda

07 Dicembre 2009

Come ormai molti lettori del Giornale sanno, tanto volentieri ne parlo, mio figlio si chiama Nicola Giordano. Ieri era san Nicola è l’abbiamo degnamente festeggiato. A tavola, è inevitabile, si è parlato delle due maestre di Pistoia. Tutti d’accordo in un disgusto che veniva dalle viscere, nella speranza che abbiano la condanna più severa.

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La Prima guerra mondialenon finisce mai

04 Dicembre 2009

I tedeschi sono sempre tedeschi, nei pregi e nei difetti. Non è un luogo comune, perché i popoli - come gli individui - hanno il loro carattere, le loro abitudini, le loro tradizioni. A quale altro popolo, se non ai giapponesi, sarebbe venuto in mente di saldare, oggi, i debiti di guerra della prima guerra mondiale? Dico, la prima guerra mondiale, della quale «festeggeremo» tra poco il centenario.

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La campagna di Russia

03 Dicembre 2009

Giorni fa, a Rieti, ho visto in anteprima l’intervista a un reduce della campagna di Russia, appena realizzata dai bravissimi studenti di una scuola media superiore. L’uomo, novantenne, si chiama Angelo Blasetti, e ha un’aria incredibilmente giovanile e serena, vista l’esperienza che gli toccò vivere oltre 65 anni fa. Ne ha parlato quasi come fosse una cosa normale: era la guerra, sia pure combattuta in uno dei fronti più tragici, nel pieno dell’inverno russo, anche con 40 gradi sottozero, la neve altissima e continua, gli attacchi provenienti da ogni lato durante una ritirata che somigliava a una rotta.

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