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Sulla scuola

29 Marzo 2010

Intervista di Francesco Maria Del Vigo, il Giornale

Giordano Bruno Guerri. E forse è già nomen omen. Il sospetto che il nome di battesimo abbia influito, non può non esserci. Pensatore che gioca sull’orlo dell’eresia intellettuale, scrittore, giornalista e storico. Ha diretto Storia Illustrata, il quotidiano l’Indipendente ed è editorialista del Giornale. Tra le sue opere più fortunate gli studi su Galeazzo Ciano, Maria Goretti, Curzio Malaparte, e la biografia, uscita pochi mesi fa, di Filippo Tommaso Martinetti.
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Roma: dal Piacere alla Dolce vita

26 Marzo 2010

“L’anno moriva assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma.” L’incipit del primo romanzo di Gabriele d’Annunzio, Il Piacere, divenne immediatamente celebre, come il suo autore. Oggi quel romanzo del 1889, pietra miliare della letteratura italiana e europea, è anche un prezioso documento storico su una Roma scomparsa. Come è scomparsa la Roma della Dolce vita di Fellini, ultima epopea novecentesca di una città che il prossimo 21 aprile compirà, ufficialmente, 2763 anni. (Auguri, vecchia matrona e giovane puttana che mi hai acchiappato, come tanti.)

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Busi e il papa

22 Marzo 2010

Quando è stato annunciato che Aldo Busi sarebbe andato all’Isola dei famosi, la notizia mi ha messo allegria, e l’ho scritto: è un grande scrittore, un uomo colto e intelligente, ha una visione mai banale delle cose, e avrebbe arricchito la trasmissione, quindi chi la guarda.
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Il blog e la piazza

21 Marzo 2010

Dieci giorni fa scrissi, in questa pagina, un articolo sulle differenze storico-antropologiche fra la «piazza di sinistra» e la «piazza di destra». Sull’Unità, Liberazione, Manifesto, Fatto era uscita - dopo la decisione di Berlusconi di indire una manifestazione - una raffica di articoli per dire, in sostanza, che le manifestazioni piazzaiole della sinistra sono sacrosante e benigne quanto quelle della destra odorano di zolfo, violenza e golpe.

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Due piazze una poltrona

19 Marzo 2010

di Pfennig

Questione di contenuti e contesti, come sempre… la “piazza” di berlusconi è la tivù, detta anche “il condominio”… sarò banale.
La piazza di sinistra è laica, e lo è al 99% e, per quanto possano sembrarci esagitati gli adolescenti con la kefia, io ci porterei una classe di scuola elementare a fare lezione di civica - certo non li porterei a una manif. di destra, per carità… mi imparerebbero un sacco di parolacce senza saperle poi degnamente impegnare (ochei, questa era gratis) - la piazza della destra, destra italiana! bruttissima zoccola popolare (parlo del “grosso”, il “mezzo milione”), è destra rancorosa (più che reazionaria), è univoca, dotata di una corporate identity perfettamente leggibile,

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Sui partigiani calabresi

14 Marzo 2010

Vengano resi onori e lodi ai partigiani della Calabria. Non soltanto per le loro imprese belliche e resistenziali, bensì soprattutto per la loro ultradecennale modestia. Con ammirabile discrezione, riserbo e umiltà, hanno aspettato sessantacinque (dico 65) anni prima di rivelarsi al mondo: soltanto venerdì scorso è stata costituita l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia della Calabria, nel salone della Camera del Lavoro di Cosenza, in piazza della Vittoria.

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Piazza di sinistra, piazza di destra

11 Marzo 2010

«Berlusconi arma la piazza», proclamava il manifesto di ieri, dando allo stesso tempo la notizia della bella manifestazione di piazza del Popolo - organizzata dalla sinistra - che si terrà a Roma sabato prossimo. Lo stesso strabismo è apparso sull’Unità, su Liberazione e sul Fatto quotidiano: dove, in ben due titoli, Berlusconi «minaccia» e «invoca» la piazza. Insomma, le manifestazioni piazzaiole della sinistra sono sacrosante e benigne quanto quelle della destra odorano di zolfo, violenza e «golpe» (ancora il manifesto).

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Briganti e camorra

06 Marzo 2010

Le vie del rock sono infinite, si intitola l’ultimo disco di Edoardo Bennato. E infinite sono anche le vie per lanciare un nuovo cd, per esempio le dichiarazioni di Bennato su brigantaggio, Unità d’Italia e camorra legate ai nuovi brani C’era un re e Il capo dei briganti. Però credo nell’onestà di Bennato – cantautore intelligente, colto e coraggioso – e il suo pensiero va ben oltre l’opportunità di sfruttare le celebrazioni dei 150 anni per piazzare quelle che, secondo un suo celebre titolo, Sono solo canzonette: e che spesso sono anche qualcosa di più.
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